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La mappa mostra la situazione dell’aborto nel mondo. Diversi gli Stati in cui ĆØ legale ma limitata in termini temporali: in 37 Paesi (su circa 70 che la con sentono) si può interrompere la gravidanza entro le prime 12 settimane di gestazione; altrove il limite si estende a 14. Fra i Paesi in cui ĆØ possibile abortire senza altra imposizione che il trimestre ci sono, fra gli altri, Stati Uniti, Canada, Australia, Russia, Cina, Italia, Germania, Francia e molti altri in Europa.  In Paesi come Cipro, Giappone e India l’aborto ĆØ consentito in molti casi: salute fisica e mentale della donna, malformazione del nascituro, stupro e la condizione socioeconomica della gestante, in cui rientrano le sue risorse, l’etĆ , lo stato civile e il numero di figli giĆ  nati.

Ma non dappertutto ĆØ cosƬ. In molti Paesi del Sud America, dell’Africa, del Medio Oriente e del sud-est asiatico l’aborto ĆØ strettamente limitato dalla legge. Angola, Egitto, Gabon, Guinea-Bissau, Madagascar, Senegal, Iraq, Laos, Isole Marshall, Filippine, Repubblica Dominicana, El Salvador, Haiti e Nicaragua sono solo alcuni dei Paesi in cui l’interruzione volontaria di gravidanza non ĆØ consentita nemmeno nel caso in cui la vita della gestante sia in pericolo. Condizione che invece la autorizza, fra gli altri, in Nigeria, Somalia, Libia, Sudan, Afghanistan, Bangladesh, Paraguay, Venezuela e Indonesia. In quest’ultimo Paese l’aborto ĆØ permesso anche in caso di stupro e malformazioni del feto, come anche in Messico, Cile e Panama. Le due condizioni appena citate, unitamente all’incesto, sono quelle che più spesso nel mondo giustificano e permettono l’interruzione volontaria di gravidanza anche quando ĆØ vietata dalla legge: fra gli altri Nuova Zelanda, Algeria, Eritrea, Gambia, Namibia, Seychelles, Sierra Leone, Israele, Colombia e Giamaica. Secondo i dati (riferiti al 2017) del Guttmacher Institute, un’organizzazione non governativa fondata cinquant’anni fa a New York, nel mondo sono 125, fra Stati e territori, su 199 i Paesi in cui l’ivg non ĆØ un diritto garantito per la donna.

Nella maggior parte dei Paesi europei l’aborto ĆØ consentito su richiesta della gestante senza restrizioni se non quelle imposte dalle settimane di gravidanza ed eventualmente dall’autorizzazione dei genitori nel caso di minorenni. Fra questi, oltre a quelli giĆ  citati, Belgio, Portogallo, Spagna, Norvegia, Svezia, i Balcani, Ucraina ed Estonia. Ma ci sono ancora molti Stati in cui l’ivg non ĆØ consentita se non in casi di straordinaria gravitĆ . In Andorra, Malta e a San Marino nessuna eccezione specifica ĆØ prevista dalla legge. Più complessa la situazione in Polonia, che dal 1993 consente l’aborto solo in tre casi: pericolo di vita per la madre, stupro e grave malformazione del feto. Analogo orientamento in Liechtenstein e nel principato di Monaco. In Gran Bretagna, Finlandia e Islanda a una donna ĆØ permesso di abortire solo in certi casi: per preservare la propria salute fisica e mentale, per una malformazione del nascituro, per uno stupro e a causa della propria condizione socioeconomica.

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