𝙍𝙚𝙘𝙚𝙣𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞, 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙞𝙜𝙡𝙞, 𝙛𝙞𝙡𝙢, 𝙡𝙞𝙗𝙧𝙞.

Fin da bambini ci è sempre stato detto che leggere è importante, perché insegna a scrivere bene, perché apre la mente, perché implementa la nostra cultura. E, in effetti, a supportare il senso comune vi sono innumerevoli studi scientifici che provano i benefici della lettura sulla mente umana. I libri hanno anche un effetto positivo legato al benessere delle persone. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, vi propongo una lista di 7 ragioni a cui forse non avevate pensato. Alcuni buoni motivi che spiegano perché leggere sia un’attività così importante per la nostra salute e crescita personale:
- Sviluppare empatia
- Dare senso alle cose
- Aprirsi alle possibilità
- Imparare che non tutto va come vogliamo
- Rapida forma di conoscenza
- Lavorare su noi stessi
- Leggere ci rende più sociali
Mi è stato chiesto quali film e quali libri avessero catturato di più la mia attenzione nel corso degli anni, un’ardua impresa considerando la mia passione per la lettura e allo stesso tempo per il cinema: di seguito parlerò dei miei due libri preferiti e dei corrispettivi film, di come un blocco di fogli scritti a macchina può cambiare la tua vita.
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Avevo già avuto modo di guardare il film omonimo, di cui son rimasta pienamente soddisfatta. Mai avrei pensato di comprare il romanzo da cui è stato tratto, ma, convinta più dal prezzo e dalla popolarità, ho deciso di acquistarlo. Arthur Golden ci narra la storia di Chiyo, una bambina, che, all’età di quattro anni, viene venduta dal padre, assieme alla sorella Satsu, ad un intermediario, il signor Tanaka. Chiyo, così, costretta ad abbandonare la sua cara “casa ubriaca” nel villaggio di Yoroido e a separarsi dalla sorella, verrà destinata all’okiya della signora Nitta, che decide di tenerla per 75yen. Inizia il percorso della protagonista, che la porterà a diventare una richiesta geisha e, successivamente, a scoprire l’amore. Ma non mancheranno gli ostacoli, costituiti principalmente dall’invidia di Hatsumomo e dallo strano rapporto con Nobu. Il racconto è veramente molto piacevole e scorrevole. Alle vicende e ai dialoghi si frappongono i pensieri della protagonista, che sono di frequente arricchiti con similitudini. L’intreccio è coinvolgente e la fine di ogni capitolo ti lascia col fiato sospeso! Finora mi son sempre basata sull’interpretazione errata che spesso noi Occidentali attribuiamo alle Geishe, ma, dopo aver letto questo romanzo, son rimasta veramente contenta di aver scoperto un lato della cultura giapponese a me sconosciuto. “Memorie di una geisha” penso che non solo sia un romanzo caratterizzato da un intreccio intrigante e coinvolgente, ma è un vero e proprio viaggio attraverso una cultura che, sebbene non sia risalente a molti secoli fa, si tende a ricordare con una certa banalità o superficialità. È stato davvero bello rivivere attraverso la penna di Arthur Golden una parte di quel Giappone che ormai sta entrando in crisi. Definitivamente, questo romanzo ha rinnovato in me quel sogno di visitare, un giorno, il magnifico Paese del Sol Levante.
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È la storia di August Pullman, un bambino di dieci anni con una a malformazione facciale che gli impedisce di svolgere una vita normale e che dopo molti interventi chirurgici inizia la priorità vita pubblica dal primo anno di scuola delle medie. Noi saranno poche le difficoltà che dovrà incontrare, sia lui che la famiglia. Storia raccontata, nei vari capitoli, dai punti di vista di tutta la famiglia. Un libro bellissimo, consigliato per dei lettori sia adulti che adolescenti. Molto educativo e molto emozionante, che porta a riflettere su tematiche importanti per nulla banali. La storia è coinvolgente, ricca di spunti per parlare in famiglia riguardo bullismo, disabilità e scuola. Libri che andrebbe fatto leggere a scuola in alternativa al film per sviluppare una discussione sui sopra riportati per creare un maggior effetto educativo.
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Invito inoltre tutti i miei lettori a prendere visione dei seguenti video.
Sono lavori svolti da alcuni dei miei colleghi universitari (Gregorio VII SSML – ROMA) che dopo accurate lezioni e ricerche hanno deciso di analizzare ogni aspetto di un libro “del cuore” e dell’omonimo film mettendoli così a paragone e riuscendo nell’intento montando un video autonomamente in cui si parla in lingue diverse, ma con lo scopo principale di dar voce alle proprie emozioni. Il video che più ha catturato la mia attenzione (forse perché non ne avevo mai sentito parlare) è: My Fair Lady, a cura di Giulia Pagano, lo trovo avvincente, chiaro e coinciso; sicuramente non scontato né tanto meno banale: un ottimo lavoro!










